sabato, 26 Settembre 2026
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Gli implacabili venti delle destre scuotono il vecchio continente

Dopo il successo elettorale di Afd in Germania, il primato di Rassemblement National in Francia e l’ascesa di Fpo in Austria, il quadro è chiaro: le destre ricoprono un ruolo centrale nella politica europea, tanto da spostare equilibri consolidati e creare nuovi assetti all’interno delle istituzioni dell’Unione

Il 6 settembre 2026, l’AfD, con il 43,8% dei voti, ha conseguito l’esito più alto per un partito di destra dal dopoguerra; continua, imperterrita a guadagnare consensi facilitando l’inserimento della Germania in un generale processo di cambiamenti socio-politici dominato dalla sfiducia nelle utopie collettiviste.

L’ascesa della destra ha beneficiato di vari fattori storici e culturali (Berlino della working class, secolarizzazione, attacchi terroristici, fenomeni migratori) e dell’imposizione di una strategia neoliberale che, per tutta risposta, ha evidenziato disparità economiche. Nel volume Populist Radical Right Parties in Europe (2007), Cas Mudde individua nel nativismo, nell’autoritarismo e nell’opposizione ad alcuni aspetti della globalizzazione alcuni dei tratti caratteristici della destra radicale populista. In una più recente intervista a Voxeurop, pubblicata il 9 luglio 2026, lo studioso ha inoltre richiamato l’attenzione sulla crescente normalizzazione di queste forze politiche nel dibattito pubblico, osservando che «la maggior parte delle persone capisce quanto sia diventata forte l’estrema destra, quanto sia diventata mainstream».

In effetti, secondo Mudde, si starebbe verificando una quarta “ondata” dell’ultra-destra, incominciata all’inizio degli anni 2000 con la normalizzazione delle posizioni della destra, che annovera come elettori una coalizione di gruppi sociali eterogenei accomunati, tra gli altri temi, da posizioni restrittive sul controllo dei confini e sull’immigrazione. Ormai lo spostamento del voto a destra è tendenza comune per gli appartenenti al ceto medio o alle classi lavoratrici, un tempo appannaggio della sinistra; un fenomeno riscontrabile anche nell’elettorato di Fratelli d’Italia e dell’AfD, che ha ottenuto risultati particolarmente elevati in Sassonia-Anhalt.

In conseguenza all’ascesa di Trump e alla vittoria della Brexit nel Regno Unito, lo scacchiere europeo è ormai composto da Paesi guidati perlopiù da partiti o movimenti di stampo nazionalista e populista, capaci di intercettare parte del malcontento verso i partiti tradizionali, soprattutto su temi quali immigrazione, sicurezza e identità nazionale.

Altresì, è doveroso specificare l’esistenza di tre tipi di destra: la destra conservatrice, la destra nazional-conservatrice e la destra radicale, che si distinguono l’una dall’altra per alcune differenze concernenti radici, valori e strategie risolutive.

Attualmente in Europa, i governi a guida destra o centro-destra sono 18 e se teniamo conto che nel 2027 andranno al voto 8 Paesi (Estonia, Finlandia, Spagna, Francia, Grecia, Slovacchia, Italia e Polonia), possiamo ipotizzare un ulteriore spostamento verso destra. Le ultime rilevazioni, ad esempio, attestano il Rassemblement National di Marine Le Pen in testa per l’Eliseo e un’importante avanzata del Partido Popular in Spagna.

Ma alla luce di tutto ciò, la vera questione è se la vittoria di partiti con radici fasciste possa permettere una caduta inesorabile della liberaldemocrazia europea. Nell’aula del Parlamento europeo, i gruppi di estrema destra raccolgono quasi un quarto dei deputati e sebbene “il cordone sanitario” vigente li obblighi a stare fuori dalle cariche di vertice, continuano a detenere la capacità di condizionare l’agenda come riporta la giornalista María Sahuquillo su El Pais. L’estrema destra non ha conquistato l’Europa, ma sta vincendo una battaglia chiave: quella di decidere di cosa si parla.

L’effetto domino sovranista, causando una simile frammentazione, rischia di fiaccare l’unità e la fermezza strategica dell’Unione europea e un’Europa indebolita con posizioni interne divergenti farebbe comodo tanto a Trump quanto a Putin.

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