lunedì, 5 Dicembre 2022
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Gli Uffizi presentano una nuova collezione

La Galleria degli Uffizi apre al pubblico tutte le sale affrescate del piano terra di Palazzo Pitti per attirare un turismo «sempre più eterogeneo e desideroso di esplorare contesti meno noti»

La famiglia dei Medici di Firenze collezionava molte opere d’arte, tra cui anche quelle di altre culture, e ad oggi la Galleria degli Uffizi, nata come sede della famiglia quando governava la città, è il museo più visitato d’Italia. Il 2 gennaio ha inaugurato il Museo delle icone russe per mostrare una di queste collezioni presso Palazzo Pitti, il vasto palazzo da cui la famiglia governava gran parte della Toscana.

Il Museo è composto da quattro grandi sale che non sono mai state aperte al pubblico, con affreschi del XVII secoli che gli conferiscono una scenografia teatrale con colonne trompe l’oeil, soffitti a cassettoni e statue misteriose. Farà parte del Museo anche la Cappella Palatina, una cappella privata della famiglia dei Medici, che in precedenza era aperta una volta all’anno esclusivamente per lo svolgimento della messa.

La collezione, che si dice sia la più antica del suo genere al di fuori della Russia, contiene 78 icone dal XVI al XVIII secolo e sarà esposta in maniera permanente. I Medici avviarono la raccolta delle opere, che proseguì grazie alla Casa di Lorena, alla quale appartenevano reali austriaci del Sacro Romano Impero e governatori della Toscana dopo l’estinzione della famiglia dei Medici. Le icone furono menzionate per la prima volta in un inventario dei primi del 1600 in possesso dei Medici, e poi nuovamente nel 1761, quando ormai risiedevano a Palazzo Pitti con l’imperatore Francesco I, che ne ha ampliato la collezione. I punti salienti della collezione includono una Madonna di proprietà dei Medici e il Menologio, un calendario di feste ortodosse, suddiviso in oltre 100 scene individuali dipinte con dettagli microscopici.

Palazzo Pitti, Firenze. Fonte Wikimedia Commons.

Eike Schmidt, il direttore degli Uffizi, ritiene che questa sia una delle collezioni d’arte più intime commissionate dai Medici. «Si distingue dalle altre collezioni perché [le icone sono] principalmente di piccole e medie dimensioni, pensate per il culto privato della famiglia e progettate per essere portatili», ha affermato. Il personale crede che il museo attirerà un nuovo pubblico, desideroso di vedere qualcosa di nuovo dopo il periodo della pandemia. «Risponde all’attuale necessità di ampliare la nostra offerta culturale per un pubblico sempre più eterogeneo e desideroso di esplorare contesti meno noti», ha affermato Daniela Parenti, curatrice del Museo delle icone. Inoltre, Schmidt ha aggiunto che il Museo aprirà la strada all’apertura dell’intero piano terra di Palazzo Pitti, le cui sale affrescate non sono mai state aperte al pubblico. «Sono stanze incredibili, e i Granduchi [della Toscana] vivevano al loro interno, ma oggi sono principalmente utilizzate come uffici e stanze dei servizio», ha concluso. Anche l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergej Razov, ha espresso la propria soddisfazione, affermando che «l’esposizione permanente diventerà un evento di grande valore per il nostro intenso dialogo nel campo culturale».

Benedetta Pulcini
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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