martedì, 16 Agosto 2022
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Il crollo del PIL in Ucraina quest’anno sarà senza precedenti

Secondo le stime dell'Economy Intelligence Unit l'Ucraina dimezzerà il suo PIL entro la fine dell'anno e dovrà aspettare 15 anni per tornare ai livelli anteguerra. Intanto, c'è chi crede che l'ordine di Putin di richiedere il pagamento di gas in rubli sia una mossa dettata dalla resistenza economica alle sanzioni imposte dall'Occidente

Secondo una stima che risale a mercoledì 30 marzo, l’economia ucraina per riprendersi quasi del tutto dovrà aspettare 15 anni. Lo ha dichiarato l’Economist Intelligence Unit, leader mondiale in previsioni ed analisi economiche.

«Crediamo che l’economia ucraina registrerà una recessione del 46,5% quest’anno, tra vittime umane, distruzione delle infrastrutture pubbliche e prospettive desolanti in quanto a ricostruzione del paese», hanno dichiarato gli analisti di EIU.

Secondo le previsioni, si stima il ritorno a un’economia anteguerra da parte dell’Ucraina potrebbe aver luogo non prima del 2037.

La Russia avrebbe inflitto circa 600 miliardi di dollari in termini di danni all’Ucraina, a seguito dei bombardamenti e degli attacchi sulle città.

L’Ucraina conta una popolazione di 40 milioni di abitanti. Attualmente, circa un quarto della popolazione totale, ovvero 4 milioni di persone, ha abbandonato il paese.

Il PIL della Russia si contrarrà del 10% a seguito delle sanzioni da parte dell’Europa. E, secondo le stime, la ripresa ed il ritorno ad una dimensione anteguerra avverrà in tre anni.

Di conseguenza, l’ordine di Putin di richiedere il pagamento di gas in rubli all’Unione Europea è un chiaro segnale, secondo la BBC, di come Mosca stia cercando di risollevare la sua moneta per compensare l’impatto delle sanzioni.

Putin aveva dichiarato che chi volesse acquistare il gas dalla Russia dovrà aprire un conto nel portale della banca Gazprom, unica compagnia a non essere stata ancora sanzionata, e trasferire dollari o euro in rubli.

La Germania ha reagito affermando che le dichiarazioni di Putin sono una sorta di “ricatto”, e mirano a rafforzare la sovranità della Russia, che attualmente rifornisce l’Unione Europea di gas per il 40%, e di petrolio per il 30%.

Le reazioni sono contrastanti. Alcuni ufficiali ucraini hanno dichiarato ai microfoni della BBC che la fornitura di petrolio e gas all’Europa siano uno strumento che permette la resistenza economica della Russia alle sanzioni.

Elena Panniello
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione (LM94)
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