giovedì, 8 Dicembre 2022
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Mozambico: una brigata di polizia locale interamente composta da donne contro la violenza di genere

Nel villaggio mozambicano di Manhene, vicino al confine con lo Zimbabwe, una brigata di polizia femminile, originariamente creata per perquisire le donne, è stata trasformata nel 2009 in un'unità per combattere la violenza di genere

In Mozambico, quasi la metà delle donne si sposa prima della maggiore età, secondo le Nazioni Unite, e il 22% è vittima di violenze.

La violenza sulle donne è punita da una legge del 2009, la cui applicazione incontra resistenze, soprattutto nelle campagne, e il Paese si colloca al 127° posto nell’indice di disuguaglianza di genere dell’ONU.

Fatima, 18 anni, ha raccontato di essersi sposata forzatamente a 15 anni: “Mio marito mi picchiava ma mia madre mi diceva di restare“. È riuscita ad andarsene solo quando suo marito è finalmente finito in prigione. 

Di fronte a questa realtà, la comunità di Manhene ha deciso di farsi carico della situazione con l’incoraggiamento dell’organizzazione non governativa Lemusica, acronimo di “Alzati donna e vai per la tua strada”, che ha lanciato un progetto che ha l’obiettivo di responsabilizzare le donne e sensibilizzare la società alla violenza di genere.

Prima di iniziare a lavorare con Lemusica, le donne non vedevano la violenza come un’oppressione, bensì come parte di una cultura che, quando qualcuno si sposa, qualsiasi danno fatto loro è considerato normale, perché fa parte della  cultura“, afferma Elisa Eduardo, coordinatrice della brigata, aggiungendo che “Prima c’era molta riluttanza da parte degli uomini, ma dopo dieci anni, a forza di parlare, spiegare, sensibilizzare, la violenza è diminuita”.

La loro missione è quella di fermare immediatamente gli aggressori mentre la polizia arriva dalla città, situata a un’ora di distanza su una strada dissestata.

La priorità è educare e sostenere le donne prima di perseguire chi abusa.

Carlotta Monti
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione (LM94)
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