martedì, 9 Agosto 2022
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Qual è l’uso reale del bitcoin in El Salvador

L'utilizzo dei bitcoin in El Salvador è divenuto partica quotidiana per le transazioni giornaliere

Il crollo delle criptovalute sta colpendo gli investitori e i paesi di tutto il mondo, tra cui El Salvador: il paese centroamericano ha investito milioni di dollari in bitcoin, convertendoli in valuta legale da ormai nove mesi, incentivando le persone a utilizzarli nelle proprie transazioni giornaliere.

Oggetti per la casa, per uso personale, cibo, fino alla benzina: si può comprare quasi qualsiasi cosa con i bitcoin in El Salvador.

La decisione del presidente Nayib Bukele di legalizzare la criptovaluta significa che dovrebbe essere accettata da tutte le aziende, insieme alla moneta ufficiale del paese, il dollaro statunitense.

Tuttavia, dopo l’ultimo crollo delle criptovalute, il governo si è posto più domande, specialmente riguardo l’utilizzo di quasi 100 milioni di dollari di fondi pubblici impiegati per acquistare bitcoin. I 2.300 bitcoin del paese, infatti, ora valgono la metà rispetto a quello che il governo aveva pagato per acquistarli, anche se il Ministro delle Finanze ha respinto le critiche affermando che esiste «un rischio fiscale estremamente minimo».

Il luogo dove tutto ha avuto origine è stato El Zonte, un piccolo villaggio nella costa meridionale del paese. Qui, nel 2019, un donatore anonimo ha consegnato a un gruppo di fanatici di criptovalute la prima di molte donazioni di bitcoin. Nessuno ammette di sapere se si tratti di un uomo o una donna, ma l’affare era che la popolazione poteva rimanere con le monete digitali alla condizione che non si dovessero convertire in dollari.

L’idea era quella di creare la prima economia circolare di bitcoin del mondo, dove le persone potessero pagare in bitcoin nella vita quotidiana.

Si trattava, e si tratta, di un’idea radicale. Nel resto del mondo, infatti, il bitcoin si può utilizzare per pagare su internet, non in luoghi e negozi comuni.

Finora El Zonte ha ricevuto 350.000 dollari dal beneficiario anonimo, una quantità significativa per questo villaggio fatiscente ma caratteristico, ora conosciuto anche come Bitcoin Beach (Spiaggia Bitcoin).

Alcune aziende del villaggio affermano di aver visto un aumento del 30% nel commercio, dato che i turisti di bitcoin, guidati dai canali YouTube dedicati alle criptovalute, si sentono attratti dalla novità di spendere le loro monete digitali durante le vacanze. Nonostante ciò, l’adozione di questa criptovaluta continua a essere irregolare: non tutti i negozi e aziende, infatti, accettano questo tipo di pagamento.  Il governo afferma di «non avere piani nell’obbligare aziende ad accettare bitcoin, anche se dovrebbero farlo secondo la Legge del Bitcoin del paese».  Finora si sono limitati a offrire incentivi, come la possibilità di usare questa modalità di pagamento per le persone che lavorano all’estero e inviano soldi alla propria famiglia, dato che non ci sono né commissioni né tariffe aggiuntive per le transazioni.  

Chiara Felizzi
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione (LM94)
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