martedì, 23 Aprile 2024
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OpenAI lancia GPT-4

OpenAI rilascia la nuova versione della chatbot che sfrutta l’intelligenza artificiale per rispondere alle domande degli utenti

OpenAI, la startup finanziata da Microsoft, ha rilasciato il 14 marzo GPT-4, l’ultimo aggiornamento della sua popolare chatbot. La nuova versione, più potente e meno soggetta a problemi, è in grado di rispondere alle domande degli utenti con immagini, descrizioni più accurate ed è in grado di analizzare e produrre blocchi di testo più lunghi.

Come ChatGPT, GPT-4 sfrutta l’intelligenza artificiale generativa, ovvero utilizza algoritmi e testi predittivi per creare nuovi contenuti e in base a un prompt, cioè quello che i l’utente inserisce e richiede all’AI.

GPT-4 è per ora disponibile solo per gli abbonati a ChatGPT Plus, la versione premium della chatbot.

Le persone che, da quando è stata lanciata, nel 2002, hanno usato ChatGPT superano il milione. Secondo la BBC, le richieste più popolari degli utenti includono la scrittura di poesie e di testi di canzoni, ma anche la creazione di codici informatici.

La chatbot, sfruttando l’intelligenza artificiale, è in grado di rispondere alle domande utilizzando un linguaggio semplice e colloquiale, molto simile a quello umano. È inoltre capace di imitare diversi stili di scrittura come quelli di autori e cantautori noti, grazie a un database in constante aggiornamento.

Nonostante gli aspetti rivoluzionari, ChatGPT ha suscitato forti preoccupazioni. Ad esempio, si teme che in futuro alcune figure lavorative potrebbero essere sostituite dall’intelligenza artificiale oppure che le risposte della chatbot potrebbero non essere sempre accurate. In merito OpenAI ha rassicurato gli utenti dichiarando di aver lanciato un prodotto sicuro e che GPT-4 dipende ancora di più dai feedback umani. Tuttavia, ha avvertito che anche il nuovo aggiornamento potrebbe comunque essere soggetto alla condivisione di informazioni sbagliate.

OpenAI ha inoltre annunciato collaborazioni future con Duolingo, nota app per l’apprendimento delle lingue, e Be my Eyes, applicazione per non vedenti.

Denise De Vincenzo
Studentessa della Facoltà di Economia [LM-77]
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