domenica, 19 Maggio 2024
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Grecia: ragazza uccisa dall’ex fidanzato fuori da una stazione di polizia, aveva appena richiesto protezione

Kyriaki Griva è stata pugnalata a morte dall'ex fidanzato davanti a una stazione di polizia dopo aver richiesto di essere scortata a casa. La risposta delle autorità: «le auto della polizia non sono taxi»

La ventottenne Kyriaki Griva è stata uccisa la sera del 1° aprile 2024 fuori da una stazione di polizia di Atene, in Grecia. Al momento dell’attacco, la ragazza era al telefono con un operatore della polizia: è stata aggredita e poi uccisa a coltellate dall’ex fidanzato trentanovenne.

Come riferisce il The Washington Post, la ragazza, che aveva già sporto denuncia contro l’ex fidanzato, si era recata lunedì 1° aprile alla stazione di polizia per richiedere protezione, sentendosi in pericolo poiché l’uomo continuava ad aggirarsi fuori dalla sua abitazione. Kyriaki avrebbe chiesto di essere scortata a casa da un’auto di pattuglia della polizia ma, dal momento che si era rifiutata di sporgere una denuncia ufficiale, gli agenti in servizio le avrebbero detto di dover fare una richiesta al numero di emergenza.

La ragazza avrebbe effettuato la chiamata mentre usciva dalla stazione, ma l’operatore al telefono avrebbe declinato la richiesta, rispondendole: «Signora, le auto della polizia non sono taxi», come riporta Neos Kosmos. Mentre era ancora al telefono con l’operatore, Kyriaki è stata attaccata dall’ex fidanzato.

A seguito dell’omicidio, l’uomo è stato arrestato e portato in un ospedale psichiatrico dopo aver tentato di pugnalarsi a sua volta.

Il caso ha riportato l’attenzione pubblica sul tema dei femminicidi. Come riferisce il sito di ABC News, anche la Presidente della Repubblica Ellenica, Katerina Sakellaropoulou, si è pronunciata in merito all’accaduto, dichiarando: «Quest’omicidio… l’ennesimo femminicidio, ci scuote e ci fa arrabbiare […]. Dimostra l’urgente responsabilità che le autorità hanno nel combattere la criminalità e la violenza di genere».

In particolare, i partiti di opposizione di sinistra hanno richiesto che in Grecia il femminicidio venga riconosciuto come crimine a sé stante e non come “semplice” omicidio, come si può leggere sempre sul sito del The Washington Post. Ciò starebbe a significare che, se la proposta dovesse trovare approvazione, in futuro potrebbero essere valutate aggravanti per tutti coloro che andranno a processo e che verranno accusati di tale reato.

Ilaria Bisegna
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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