sabato, 26 Novembre 2022
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Kurdistan: revisione dei contratti petroliferi e costruzione di una nuova società

Abdul Jabbar ha sottolineato l'importanza di rivedere i contratti petroliferi del Kurdistan e di istituire una nuova società

Nella giornata di lunedì 11 aprile, in seguito a colloqui, il ministro iracheno del petrolio Ihsan Abdul Jabbar ha chiesto la revisione dei contratti conclusi dalla regione del Kurdistan con gli altri Stati e le compagnie petrolifere e la creazione di una nuova società petrolifera con sede a Erbil per gestire l’attività nella regione. 

La Corte federale irachena ha stabilito a metà febbraio che la legge sul petrolio e il gas della regione del Kurdistan era incostituzionale, obbligandola a consegnare il petrolio al governo federale. Nel 2007 il Kurdistan ha approvato una propria legge stabilendo le direttive con cui gestisce le risorse petrolifere e il gas. La regione infatti esporta petrolio indipendentemente da Baghdad attraverso il porto turco mediterraneo di Ceyhan ai mercati mondiali, ma nel maggio 2018 la Corte Federale ha chiesto che il petrolio prodotto a Baghdad sia consegnato e non esportato in modo indipendente, in conformità con le disposizioni della Costituzione e delle leggi vigenti in materia. Tuttavia, il governo territoriale ha rifiutato la decisione della Corte, sottolineando che avrebbe continuato a far rispettare la sua legge sul gas e sul petrolio. 

Secondo una dichiarazione rilasciata dal Ministero del petrolio, i principi di base includevano l’invio di tutti i contratti e degli accordi conclusi dal Kurdistan con altri Stati e compagnie per la revisione, la modifica e il miglioramento, oltre alla conversione di un appaltatore del Ministero delle Risorse Naturali in una società petrolifera istituita a questo scopo con una decisione del Consiglio dei Ministri con sede a Erbil. 

Il ministro ha inoltre chiesto l’apertura di un conto di garanzia bancaria presso una banca globale per il deposito dei proventi della vendita e dell’esportazione del petrolio grezzo, seguito dal ministero delle Finanze e utilizzato per l’organizzazione dei pagamenti a favore del Territorio in caso di ritardo da parte del ministero federale delle Finanze. 

Tali colloqui, fondamentali per la formazione di un futuro piano d’azione per affrontare le problematiche relative al petrolio, seguono una decisione della Corte Federale, la più alta autorità giudiziaria del paese, che ha dato al Ministero del Petrolio di Baghdad l’autorità di gestire i giacimenti di gas e petrolio nel nord del paese. 

In conclusione, il ministro Abdul Jabbar ha ritenuto che l’Oil and Gas Act fosse la soluzione migliore per risolvere i problemi e che il recente incontro abbia rappresentato un buon inizio per la cooperazione tra il Ministero del Petrolio e il governo territoriale.

Veronica Dello Iacono
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione (LM-94)
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