lunedì, 6 Febbraio 2023
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Natale ortodosso senza tregua: in Ucraina infuriano i combattimenti

Per Kiev la proposta di 36 ore di tregua sarebbe un pretesto per riorganizzare le truppe, continuano gli scontri

Nei giorni precedenti il patriarca di tutte le Russie, Kirill, aveva incoraggiato una tregua nei combattimenti in occasione del natale ortodosso, che cade il 7 gennaio. La proposta è stata accolta e rilanciata dal presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, che ha ordinato al ministro della difesa Shoigu di preparare il cessate il fuoco dalle 12:00 (ora di Mosca) del 6 gennaio e per le 36 ore successive.

Nonostante le proposte delle autorità russe, da Kiev il rifiuto è stato immediato e netto, con il presidente ucraino Zelensky che ha messo tutti in guardia dalla presunta tregua, sostenendo che si tratti di uno stratagemma del Cremlino per riorganizzare le proprie truppe in vista degli scontri dei prossimi giorni, riposta la BBC. Kiev avrebbe inoltre rincarato la dose sottolineando che una tregua sarebbe stata possibile solamente se le truppe russe si fossero ritirate dal paese.

La tregua unilaterale annunciata dal Cremlino è stata violata quasi immediatamente con nuovi bombardamenti sulle città ucraine di Kherson e di Kramatorsk e contemporaneamente anche sulla capitale dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, come riporta l’emittente russa RIAnovosti. A seguito dei bombardamenti, le due parti si sono scambiate accuse reciproche in merito a chi avrebbe violato per primo la tregua.

Nel pomeriggio del 6 gennaio i combattimenti sarebbero inoltre continuati nell’attuale punto più caldo della guerra: Bakhmut. I mercenari russi della compagnia Wagner avrebbero infatti reclamato la cattura di alcune aree attorno alla città, teatro di feroci scontri da alcuni mesi e distrutta ormai per il 60% secondo diverse fonti ucraine.

Anche il giorno 7 gennaio, data in cui cadono i festeggiamenti per il Natale ortodosso, è stato un giorno di guerra come tutti gli altri: lo spiraglio di dialogo in occasione delle celebrazioni religiose è svanito nonostante l’importanza della festa per i credenti di entrambi i paesi.

Alessio Tibaldi
Studente di marketing per le relazioni internazionali
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