venerdì, 12 Agosto 2022
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Gli Stati Uniti vietano le importazioni di petrolio russo

Aumentano le sanzioni da parte degli Stati Uniti per danneggiare l’economia russa

Martedì 8 marzo il presidente Joe Biden ha annunciato il blocco alle importazioni di petrolio, gas naturale liquefatto e carbone russo negli Stati Uniti per prendere di mira “l’arteria principale dell’economia russa”, attraverso la firma di un ordine esecutivo. Questo è l’ultimo dei provvedimenti nei confronti della Russia per indebolire la Banca centrale, le aziende di Mosca, gli oligarchi e l’export di tecnologia, fonti di reddito che andrebbero a finanziare le azioni belliche. È una misura che ha trovato un completo consenso del Congresso ed è stata presa in consultazione con gli alleati europei e i partener di tutto il mondo. Questa sanzione vieta qualsiasi nuovo acquisto di prodotti energetici e riduce le forniture di acquisti regolati da contratti già in essere. Inoltre, proibisce agli statunitensi nuovi investimenti nel settore energetico russo o di partecipare a investimenti stranieri nel medesimo settore. Una mossa che, inevitabilmente, porterà ad un aumento dei prezzi del gas negli Stati Uniti.

La Casa Bianca ha affermato che sono stati in grado di giungere a tale decisione, grazie alle infrastrutture interne e alla forte produzione di energia. Infatti, il petrolio russo rappresenta solo il 10% delle importazioni complessive di petrolio negli Stati Uniti. Ulteriore impegno sarà quello di ridurre sempre di più l’indipendenza collettiva dall’energia russa per mantenere sotto pressione la Russia, adottando allo stesso tempo misure per limitare l’impatto negativo sui mercati energetici globali e proteggere le economie nazionali.

Gli Stati Uniti sono consapevoli del fatto che non tutti gli stati europei potranno adottare le stesse misure, in quanto più dipendenti dalle risorse energetiche russe. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha dichiarato «al momento non esiste altro modo per garantire la fornitura europea di energia per la generazione di calore, per la mobilità, per l’approvvigionamento energetico e per l’industria». Solo il Regno Unito ha annunciato che avrebbe gradualmente eliminato le importazioni di petrolio e prodotti petroliferi russi. Il premier Johnson ha affermato «era la cosa giusta da fare per allontanarsi dalla dipendenza degli idrocarburi russi, ma dobbiamo farlo passo dopo passo. Dobbiamo assicurarci di avere forniture sostitutive».

Silvia Spera
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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