domenica, 4 Dicembre 2022
HomeNotizie dal mondoMedio OrienteOman: petroliera israeliana colpita da drone esplosivo

Oman: petroliera israeliana colpita da drone esplosivo

La petroliera israeliana Pacific Zircon è stata colpita da un drone al largo delle coste iraniane

La Pacific Zircon, petroliera di una compagnia di Singapore di proprietà dell’imprenditore israeliano Idan Ofer, è stata colpita da un drone esplosivo al largo delle coste dell’Oman.

La compagnia che possiede la nave, la Eastern Pacific Shipping, ha reso noto che la nave è stata colpita da un drone non identificato mentre si trovava a circa 240 chilometri dalle coste dell’Oman.

La petroliera era partita da Sohar, in Oman, con direzione Buenos Aires.

Fortunatamente, non vi sono stati feriti e la nave ha subito soltanto lievi danni, con nessun pericolo di fuoriuscita di carico o infiltrazioni d’acqua, riporta la CNN.

In seguito alle prime indagini, l’arma che ha colpito la petroliera è stata identificata come un drone autodistruttivo HESA Shahed 136, noto anche come “drone kamikaze”, un veicolo aereo senza equipaggio che esplode all’impatto con il bersaglio.

Gli Shahed 136 sono una delle molte varianti di droni prodotte dall’azienda iraniana Iran Aircraft Manufacturing Industrial Company.

Secondo quanto riportato da Al Arabiya, le indagini per identificare un responsabile dell’accaduto sono ancora in corso, ma i sospetti attualmente si concentrano quasi completamente sull’Iran, che affaccia sullo stesso tratto di mare dell’Oman.

Infatti, il Consigliere per la sicurezza nazionale americana Jake Sullivan ha affermato che con molta probabilità l’Iran è responsabile dell’attacco alla petroliera.

«Dopo aver esaminato le informazioni disponibili, siamo fiduciosi che l’Iran abbia condotto questo attacco usando un veicolo aereo senza equipaggio (UAV), un’arma letale sempre più conosciuta in Medio Oriente e attualmente utilizzata anche dalla Russia in Ucraina».

La stessa tipologia di drone, corrisponde al drone utilizzato per un attacco molto simile alla petroliera Mercer Street, avvenuto lo scorso anno e ugualmente attribuito a Teheran, che però respinse ogni accusa di coinvolgimento nell’accaduto.

Per di più, nelle ultime settimane i droni Shahed 136 sono stati forniti, come dichiarato da Jake Sullivan, dall’Iran alla Russia per poter essere utilizzati dall’esercito durante l’attuale guerra in Ucraina.

Tuttavia, il coinvolgimento diretto della Russia sembrerebbe essere improbabile, come affermato dal presidente americano Joe Biden: «la stessa traiettoria del drone suggerisce che non è stato lanciato dall’esercito russo», aggiungendo che in ogni caso aspetterà i risultati delle indagini per una maggiore chiarezza.

Sebbene nessuno abbia attualmente rivendicato la responsabilità di quanto accaduto, l’attribuzione della responsabilità dell’attacco è ricaduta immediatamente sull’Iran, considerata la crescente tensione tra il paese ed Israele. I due paesi sono impegnati ormai da anni in un conflitto che vede protagonisti diversi droni che attaccano navi associate ad Israele che viaggiano nella regione. 

I primi effetti dell’ultimo attacco si sono notati fin da subito nell’aumento dei prezzi del petrolio. L’incidente, infatti, secondo quanto riportato dal The Guardian, avrebbe spinto al rialzo dei prezzi del petrolio in seguito a una sospensione temporanea della fornitura del gregge ad alcune parti d’Europa.

Sara Grilli
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
RELATED ARTICLES

In evidenza

I più letti