martedì, 18 Giugno 2024
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In India i deepfake creano confusione durante le elezioni

Si moltiplicano in rete deepfake di candidati alle elezioni in corso in India. Le autorità temono possibili conseguenze negative e disordini

I progressi nel settore dell’IA e l’accessibilità degli strumenti digitali consentono ormai a chiunque di falsificare immagini e discorsi, e realizzare deepfake che talvolta ingannano anche l’occhio più “esperto”. La facilità e velocità con cui è possibile diffondere questo materiale, attraverso social network mainstream quali X e Instagram, potenziano lo strumento della disinformazione e i danni che ne possono scaturire.

È ciò che sta accadendo in India, dove dal 19 aprile al 1° giugno si celebrano le elezioni parlamentari. Secondo un sondaggio di gennaio del World Economic Forum, nei prossimi due anni il rischio derivante dalla disinformazione nel subcontinente indiano è superiore a quello derivante da malattie infettive o attività economiche illecite, riporta Reuters.

Recentemente, è stato pubblicato su X un deepfake che mostra l’attuale Primo ministro indiano Narendra Modi, in corsa per un terzo mandato, danzare su un palco sulle note di una canzone di Bollywood. Un video simile è stato poi realizzato con Banerjee, rivale di Modi, come protagonista.

Ad aprile, video fake di attori di Bollywood che supportano il partito d’opposizione, il Congresso nazionale indiano, sono stati condivisi in rete, mentre Modi ha espresso i suoi timori sull’uso dell’IA per modificare video dei discorsi di esponenti del partito in carica, riferisce la BBC. Questo materiale suscita preoccupazioni tanto per il suo potere di orientare le elezioni, quanto per i disordini che potrebbe causare.

Gli stessi leader politici, in India come in altri Stati, sfruttano l’IA per fare campagna elettorale. Ne è un esempio lo stesso Ministro Modi che se ne è servito per tradurre un suo discorso dall’hindi al tamil in tempo reale. Jadoun, fondatore di The Indian Deepfaker, ha dichiarato: «Una volta mi è stato chiesto di far sembrare deepfake un video originale, perché il video originale […] avrebbe messo il politico in cattiva luce».

La polizia della città di Calcutta ha avviato un’indagine contro l’utente che ha creato tramite il sito gratuito Viggle il video di Modi che balla, poi diffuso su X. Nonostante la richiesta di eliminare il post, l’utente ha dichiarato a Reuters di non avere intenzione di rimuoverlo, aggiungendo: «Non possono rintracciarmi». X non ha adottato alcun provvedimento al riguardo, affermando in una e-mail inviata all’utente di “credere fermamente nella difesa e nel rispetto delle voci dei nostri users”.

Il sovraccarico di notizie e l’affermarsi dei social media come principali vettori di informazioni rendono sempre più difficile discernere il vero dal falso, scrive The Indian Express. È più difficile per gli utenti, saturi di notizie e abituati a “scrollare” rapidamente, mettere al vaglio tutte le informazioni che leggono e ascoltano verificandone le fonti. Per questo, se sono notizie falsificate meticolosamente e con strumenti avanzati, non è raro che riescano a trarre in inganno il pubblico.

In assenza di una regolamentazione completa, il Governo indiano punta sulle sanzioni contro chi fa disinformazione con queste modalità. Secondo S. Y. Quraishi, ex Capo commissario elettorale dell’India, le azioni intraprese contro chi diffonde dei falsi “potrebbero spaventare gli altri e scoraggiarli dal condividere informazioni non verificate”, riporta ancora la BBC.

Anna Valle
Studentessa di Investigazione, Criminalità e Sicurezza internazionale
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