sabato, 26 Novembre 2022
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La rinascita della Polonia

Varsavia lancia il Polish deal che punta alla ripresa dalla pandemia e al rimodellamento del sistema economico e sociale del Paese

Il mondo si sta lentamente riprendendo dalla pandemia di coronavirus, entrando, tuttavia, in una nuova era di incertezza. Di fronte a nuove minacce e sfide, è necessario cambiare la visione delle realtà geopolitiche, e sarà proprio la forza delle economie nazionali a rappresentare la chiave per la sicurezza dei cittadini.

La Polonia è uno dei primi Paesi europei a tornare sulla strada di una rapida crescita economica. Già dal secondo trimestre del 2021, il PIL di Varsavia ha superato il livello antecedente alla pandemia, grazie all’efficacia degli strumenti anti-crisi applicati. La stabilità delle finanze pubbliche ha permesso di creare un cuscino finanziario, che garantisse gli interessi di migliaia di aziende polacche e milioni di dipendenti per mantenere non solo i posti di lavoro, ma garantire anche la crescita dei salari. Bisogna tenere in considerazione che, dopo la caduta del comunismo in Polonia, la crescita economica ha influenzato solo in piccola parte l’aumento dei salari, basandosi sulle disuguaglianze, anziché sui principi di solidarietà. Il programma socioeconomico preparato dal governo polacco, il Polish Deal, si presenta come una proposta per correggere questa situazione, affinché i frutti della crescita economica siano equamente condivisi. Negli ultimi anni, la Polonia ha avviato questo lavoro, diventando leader dei Paesi OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) per la crescita dei salari: lo stipendio medio polacco è aumentato del 25% rispetto al 2015, a differenza degli altri Stati OCSE, in cui è solo del 5%.

Nonostante la pandemia abbia colpito duramente l’Europa e il resto del mondo, i cittadini polacchi hanno potuto contare su uno Stato attivamente impegnato ad aiutare i più bisognosi. Un sostegno senza precedenti nel quadro di uno scudo anti-crisi e di uno scudo finanziario, i quali hanno permesso di fermare la caduta del PIL a meno del 3% nel 2020 e di mantenere il tasso di disoccupazione intorno al 3%. Infatti, l’Unione Europea ha presentato la Polonia come uno dei quattro Stati membri con una solida stabilità finanziaria.

Il Paese non si è fermato davanti la paura della pandemia, ma è stato in grado di creare un’opportunità, portando un cambiamento radicale al suo interno. Per tale motivo, ha lanciato il Polish Deal, ispirato alla politica di F. D. Roosevelt che, nel 1933, in risposta alla Grande Depressione, annunciò il New Deal, nonché un programma di rilancio dell’economia e delle esportazioni. Gli obiettivi polacchi, tuttavia, sono più a lungo termine, poiché non includono solo la ripresa dalla pandemia, ma anche il rimodellamento del sistema economico e sociale del Paese, rendendolo più forte per affrontare futuri momenti di crisi. Il Polish Deal si basa, inoltre, sul principio di solidarietà, ovvero preoccupazione per la giustizia sociale, livellamento delle disuguaglianze di reddito, sostegno agli anziani e a coloro che guadagnano meno, garanzia di un futuro migliore per le nuove generazioni.

Benedetta Pulcini
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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