sabato, 13 Agosto 2022
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“Dare il buon esempio alla società”: la Cina vieta i tatuaggi in nazionale

Pechino punta il dito contro le “volgarità estetiche” nel mondo del calcio con l’obiettivo di creare una “società più armoniosa”

In Cina negli ultimi anni i tatuaggi sono diventati mainstream. Nel mondo del calcio, i giocatori non hanno fatto altro che uniformarsi alle tendenze estetiche incontrate sul campo in personaggi come David Beckham che sfoggiava i suoi tatuaggi già nei primi anni Duemila.

Tuttavia, la percezione dei tatuaggi in Cina oscilla ancora tra il rifiuto e l’accettazione e questo lo dimostrano le reazioni contrastanti a una politica introdotta nell’agosto del 2020 dalle autorità di Lanzhou, nella provincia del Gansu. Queste hanno richiesto ai tassisti tatuati di rimuovere l’inchiostro visibile che potrebbe mettere a disagio donne e bambini.

Ma perché in Cina, e in altre aree dell’Asia orientale, i tatuaggi sono ancora affetti dallo stigma sociale? In primo luogo, i valori confuciani impongono di non ferire il proprio corpo in quanto sia un dono fatto dai genitori. In secondo luogo, i tatuaggi sono stati, e sono ancora, associati al crimine organizzato. Infine i marchi per denigrare le minoranze etniche, che sono poi diventati un segno identitario, servivano a punire i criminali o segnare gli schiavi.

Lo scorso dicembre l’Amministrazione generale dello sport in Cina ha pubblicato il divieto di tatuaggi, pur senza specificare da quando si dovranno applicare le direttive.

Di cosa si tratta? Il documento vieta ai giocatori di tatuarsi e di mostrare i tatuaggi che già hanno. Il documento in questione coinvolge le squadre nazionali a tutti i livelli, maschili e femminili, Under 20 e Under 23. Nelle direttive annunciate si evidenzia anche la rimozione dei tatuaggi, o la possibilità di coprirli qualora ci si trovi in “circostanze speciali”. Nelle squadre giovanili, i giocatori con tatuaggi non saranno convocati nelle partite. Infine, ogni squadra sarà tenuta ad organizzare “attività di educazione ideologica e politica”.

Ad attirare l’attenzione dei tifosi durante la Coppa di Cina del 2018 sono state le bende color carne indossate dai alcuni giocatori per coprire i tatuaggi. Le direttive sono state dettate dall’alto e la Federazione calcistica cinese (Chinese Football Association (CFA) è stata costretta ad applicare malgrado l’assenza di linee guida ufficiali.

Gli sforzi di Pechino per uniformare lo star system ai valori promossi dal Partito Comunista Cinese (PCC) mirano a contrastare la promozione di un’estetica considerata “anormale e volgare”. 

È accaduto a celebrità come Feng Xiaoyi, il cui profilo Tik Tok (in cinese Douyng, 抖音) che conta di 600 mila follower, è stato cancellato per via dei suoi contenuti considerati “troppo effeminati”.

Anche le star del calcio vengono considerate eccessive per via dei loro tatuaggi e quasi al margine dello spettro estetico maschile.

Sara Daverio
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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