giovedì, 18 Agosto 2022
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Chirurgia e medicina estetica cinese

Lo scorso anno Pechino si è scagliata contro le pratiche pubblicitarie delle cliniche che offrono trattamenti chirurgici estetici, in quanto esagerate e discriminatorie. Tuttavia, gli interventi estetici sono in aumento nel paese, specialmente tra i giovani

Ad agosto 2021 Pechino ha emanato delle linee guida per regolare la pubblicità del settore della chirurgia e della medicina estetica. La nuova regolamentazione che, secondo un articolo pubblicato qualche settimana dopo dal Quotidiano del Popolo, risultava “imperativa e urgente” anche alla luce dell’enorme diffusione di questo genere di annunci posizionati alle fermate dei bus o mandati in onda sotto vesti di annunci pubblicitari.

La promozione eccessiva dei trattamenti estetici capaci di “cambiare la vita” a chi vi si sottopone e le foto “before-after” che fanno incrementare ulteriormente l’ansia sociale per l’aspetto fisico. Gli standard di bellezza vengono associati a indubbie qualità morali e chi non si adegua ad essi non ha la speranza di ottenere alcuna mobilità sociale.

Secondo un rapporto della società di consulenza Deloitte, il tasso di crescita annuale della chirurgia estetica in Cina è pari al 28,7%, una percentuale ben al di sopra del tasso globale che invece è pari al 8,2%.

Ad oggi, il valore del mercato si attesta sui 197 miliardi di yuan (元) rispetto ai soli 6,5 miliardi del 2013. Si tratta di un vero e proprio boom di procedure che hanno permesso al paese di diventare il secondo mercato della chirurgia plastica del mondo. Più della metà dei 36 milioni di utenti di Gengmei (更美), una delle app dedicate alla chirurgia estetica più utilizzate nel Paese di mezzo. A farne un largo uso sono prevalentemente giovani donne, il 15% è composto da uomini.

“Uniformare l’estetica!”  E la pressione sociale? Le prese di posizione degli organi di regolamentazione del governo si attivano anche nei tentativi di restaurare una forma più “tradizionale” di mascolinità. Come dimostrano le critiche all’ “estetica anormale” delle star effemminate e agli idol “efebici” definiti “Little Fresh Meat” (小鲜肉 xiǎo xiān ròu).

Ma la pressione sociale si fa ancora sentire, malgrado siano cambiati i tempi in cui, a inizio degli anni 2000, in TV comparivano reality show in cui il pubblico doveva valutare i risultati degli interventi chirurgici e cui si sottoponevano gradualmente le concorrenti.

Secondo i dati sono sempre meno le persone che si rivolgono agli specialisti per assomigliare a qualche celebrità: si punta a una “versione migliore” di sé stessi, allineata con i canoni estetici dominanti. Gli interventi più diffusi sono quelli che mirano a emulare i canoni di bellezza “caucasici”: occhi grandi e naso alto.

La chirurgia che domina questo campo è la Chirurgia della doppia palpebra (双眼皮(shuāng yǎnpí). Equivale al 50% di tutti i trattamenti che hanno luogo nel paese. Molti la considerano una procedura semplice perché molto rapida. Tuttavia tra i rischi figurano cicatrici visibili e un grave disallineamento delle palpebre.

Sara Daverio
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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