martedì, 29 Novembre 2022
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Documenta: la grande mostra d’arte tedesca accusata di antisemitismo

La mostra Documenta non tratta solo del diritto di parola ma anche dell’importanza di ciò che viene detto, ma è stata accusata di antisemitismo per alcune opere dell’edizione Documenta 15

Documenta è una delle più importanti manifestazioni d’arte contemporanea europee, si tiene con cadenza quinquennale nella città tedesca di Kassel. Fu inaugurata nel 1955 da Arnold Bode con Bundesgartenschau, la mostra di giardinaggio della Repubblica Federale Tedesca. La prima edizione contrariamente alle aspettative ebbe un grande successo, anche grazie ad importanti artisti che oggi vengono considerati significativi nel panorama dell’arte moderna: Picasso e Kandinskij.

L’esposizione quinquennale di Documenta, Documenta 15, attualmente in corso a Kassel, ha portato alla luce svariati problemi. Il progetto del collettivo curatoriale Ruangrupa ha tentato di mettere in luce i processi creativi che portano alla creazione di un’opera, per affrontare il pubblico, ma questo approccio ha avuto risvolti negativi. Infatti, ha portato con sé stereotipi antisemiti, che hanno destato scalpore nel pubblico.

L’opera “People’s Justice”, del collettivo di artisti indonesiani Taring Padi, presentata all’esposizione ha scatenato un’aspra controversia e attirato veementi accuse di antisemitismo. Il grande dipinto esposto sulla Friedrichsplatz raffigura un soldato con la faccia di un maiale, un fazzoletto con la stella di David al collo e la scritta “Mossad” sull’elmetto, una figura con ciuffi di capelli che scendono ai lati della testa e il simbolo delle “SS” sul cappello, dopo le polemiche, potrebbe essere ora almeno parzialmente coperto, in seguito a una decisione congiunta dello stesso collettivo Taring Padi e della direzione artistica di Documenta.  

Le accuse di antisemitismo sono state unanimi. La ministra della cultura Claudia Roth si è espressa sulla questione concordando sul fatto che il contenuto dell’opera in questione sia antisemita e dichiarando che la dignità umana, la protezione dall’antisemitismo, così come dal razzismo e da ogni forma di misantropia sono le basi della nostra convivenza, ed è anche qui che la libertà artistica trova i suoi limiti.

Documenta, come gran parte della creazione artistica, è un’evento pubblico, il che le dà importanza, ma ha anche delle conseguenze. L’arte per avere un effetto di cambiamento sulla società, non può nascondersi dietro una libertà artistica assoluta, proprio quando l’arte si mescola all’attivismo è necessario essere cauti.

I curatori di Documenta chiedono che le accuse di antisemitismo, razzismo o comunque misantropia non interferiscano con la libertà di espressione o la libertà artistica. In un comunicato di Documenta pubblicato in risposta alle polemiche, i membri di Taring Padi hanno dichiarato che le loro opere non mirano a ritrarre gruppi di popolazione in modo negativo.

Documenta 15 ha affermato la mostra si schiera dalla parte del rispetto e della sensibilità culturale e vuole incitare alla solidarietà a partire dalla diversità.

Giulia Rossi
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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