sabato, 25 Maggio 2024
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Joe Biden apre nuovi centri per l’immigrazione in Colombia e Guatemala

Il governo statunitense si impegna a regolarizzare i migranti provenienti dall'America Latina, con l'aiuto delle organizzazioni internazionali che gestiranno i centri per l'immigrazione

Giovedì 27 aprile il governo del presidente Joe Biden ha annunciato l’apertura di centri per l’immigrazione in Colombia e in Guatemala. Con questa mossa le autorità statunitensi cercano di evitare l’aumento del flusso dei migranti nella frontiera meridionale.

Secondo quanto dichiarato dalla BBC, il segretario della Sicurezza Nazionale Alejandro Mayorkas, ha annunciato che i centri saranno in funzione nelle settimane seguenti, con la speranza di poterne aprire altri in diversi paesi dell’America Latina, come in Ecuador e in Costa Rica. Il segretario ha dichiarato che il numero dei migranti in entrata in questi centri potrebbe aggirarsi tra i 5000 e i 6000 ogni mese.

L’opposizione repubblicana di Donald Trump accusa Mayorkas di essere la causa di un’invasione di migranti dal confine con il Messico. Secondo quanto riporta El Pais, negli Stati Uniti i migranti sono utili per coprire i posti di lavoro vacanti, ma alcuni repubblicani vedono in loro una causa dell’aumento della delinquenza.

L’idea del governo è quella di tagliare fuori i trafficanti, cercando di contattare direttamente i migranti per evitare che possano mettersi in pericolo nel percorso fino agli Stati Uniti.

I centri per l’immigrazione saranno gestiti da organizzazioni internazionali che si occuperanno di verificare i requisiti dei migranti per entrare negli Stati Uniti. Ciò permetterà loro di essere indirizzati verso un campo per rifugiati o di ottenere l’ammissione al paese per fini di lavoro. Si tratta di organismi come l’Agenzia ONU per i Rifugiati o l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

Le autorità statunitensi hanno segnalato che l’apertura di questi centri è una delle molteplici soluzioni che stanno progettando per gestire l’immigrazione e che amplieranno il programma di riunificazione familiare, già in funzione per cubani e haitiani, ai cittadini del Guatemala, della Colombia, dell’Honduras e di El Salvador.

Al pari di queste iniziative, le autorità statunitensi prenderanno provvedimenti per chi non si comporterà in modo opportuno. Per esempio, proibiranno, a chi dovesse superare la frontiera illegalmente, a richiedere asilo o espelleranno dagli USA chi non dovesse dimostrare un motivo valido per rimanere nel paese: regole che non consentiranno ai migranti l’entrata negli Stati Uniti per cinque anni.

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