domenica, 4 Dicembre 2022
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Canada: governo locale pubblicizza il suo impianto di energia “verde” ma è alimentato dal carbone

L'idrogeno "verde" prodotto per fornire ammoniaca all'Europa sarà in parte alimentato dal combustibile fossile all'inizio, secondo la scoperta di un'indagine congiunta

A metà settembre, il governo della provincia canadese della Nuova Scozia ha annunciato un impianto di idrogeno “verde” da 5 miliardi di watt che avrebbe dovuto fornire 200.000 tonnellate di ammoniaca all’Europa ogni anno, senza l’utilizzo di combustibili fossili.

A novembre, non c’è alcuna prospettiva che l’energia verde sia disponibile quando l’impianto EverWind Fuels entrerà in funzione, come hanno appreso Energy Mix e Halifax Examiner in un’inchiesta congiunta con il Guardian.

In effetti, il progetto che viene propagandato per il suo potenziale di conversione dell’elettricità generata dal vento in un prodotto verde, sarà alimentato in parte dal carbone, almeno nei primi anni di attività.

Il governo del primo ministro Justin Trudeau mira ad eliminare gradualmente tutta l’elettricità prodotta dal carbone e di ridurre le emissioni di gas serra del Paese del 40-45% entro il 2030.

La Nuova Scozia ha cinque grandi parchi eolici che entreranno in funzione entro il 2025, ma rappresenteranno solo il 30% del consumo di elettricità, senza considerare la nuova domanda, tanto meno le esigenze dell’impianto EverWind.

In un comunicato del 20 settembre, l’ufficio del premier della Nuova Scozia Tim Houston ha dichiarato che una serie di contratti di locazione fornirà «5 gigawatt di energia eolica entro il 2030 per sostenere la nascente industria dell’idrogeno verde».

L’idrogeno verde viene prodotto dall’acqua dolce attraverso un processo di elettrolisi. Spesso viene utilizzato per produrre ammoniaca, che è più facile da immagazzinare e trasportare. Si guadagna l’etichetta “verde” solo se è prodotto con energia elettrica rinnovabile.

Il progetto EverWind a Point Tupper, in Nuova Scozia, prevede due fasi, ha dichiarato il fondatore e amministratore delegato della società, Trent Vichie. La prima dovrebbe iniziare nel 2025 e convertire l’idrogeno in 200.000 tonnellate di ammoniaca verde in quell’anno. Ciò richiederà oltre 700.000 litri di acqua al giorno dal vicino lago Landrie, ovvero il 2% della capacità del lago, ha dichiarato Ken Summers, consulente di EverWind per gli affari ambientali. Nella seconda fase, che dovrebbe iniziare nel 2026, si prevede di produrre 1 milione di tonnellate di ammoniaca verde all’anno da esportare in Europa.

L’ammoniaca sarà trasportata attraverso l’Oceano Atlantico, aggiungendo un’altra fonte di emissioni di carbonio se le navi saranno alimentate – come probabilmente avverrà – con olio combustibile pesante altamente inquinante e ad alta intensità di carbonio.

Queste forniture, secondo Vichie, proverranno «solo dalla rete della Nuova Scozia per la prima fase». La rete è di proprietà della Nova Scotia Power (NSPC), che la provincia ha privatizzato nel 1992, ed è ancora fortemente dipendente dal carbone.

Entro il 2030, termine fissato da NSPC per eliminare il carbone, l’azienda prevede che solo l’80% della sua fornitura provenga da fonti rinnovabili. Nel 2025, l’idrogeno e l’ammoniaca prodotti con l’energia di rete della NSPC si baseranno su un mix di elettricità che comprende il carbone e il 30% di energia eolica.

Tuttavia, l’idrogeno prodotto dall’impianto EverWind non sarà “verde al 100%” fino a quando non sarà tutta energia rinnovabile.

Martina Tominic
Studentessa della Facoltà di Economia.
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