domenica, 4 Dicembre 2022
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Libano: per la quinta volta il Parlamento non elegge il presidente

Il parlamento libanese non è riuscito ad eleggere un presidente per la quinta volta dopo la fine del mandato di Michel Aoun

Il mandato dell’ormai ex presidente libanese Michael Aoun è terminato il 31 ottobre, lasciando un vuoto politico e divisioni di pensiero sulla composizione di un nuovo governo.

I parlamentari libanesi si sono riuniti nella giornata di giovedì 10 novembre per poter votare un nuovo presidente, per la quinta volta dopo il termine del mandato di Aoun.

In seguito, ancora una volta, alla non elezione di un nuovo presidente, il paese si trova sempre più vicino ad un vero e proprio stallo istituzionale.

Il Libano è senza un governo pienamente funzionante dal mese di maggio, quando il mandato del governo di Aoun è scaduto.

Da quel momento in poi, il governo è stato provvisorio, ovvero senza l’autorità necessaria per portare avanti le riforme richieste dal Fondo monetario internazionale come condizione per rilasciare miliardi di dollari in prestiti di emergenze.

Il paese, infatti,  sta affrontando un tracollo finanziario che dura da circa tre anni.

Dal 2019, la lira libanese ha perso oltre il 95% del suo valore, rispetto al dollaro sul mercato nero, mentre i tassi di povertà sono aumentati fino a coprire la maggior parte della popolazione.

Il Parlamento è attualmente diviso tra i sostenitori del partito politico Hezbollah e i suoi oppositori, nessuno dei quali però ha una netta maggioranza.

Alcuni oppositori, sostengono Michael Moawad, figlio di Rene Moawad, presidente nel 1989.

Moawad è stato il più votato in parlamento, tuttavia con più di due terzi in meno della maggioranza necessaria per poter vincere.

Difatti, il partito di Hezbollah ritiene che Moawad sia troppo vicino agli Stati Uniti e chiede di trovare un candidato “di compromesso”.

Per questo motivo, molti legislatori hanno lasciato le proprie schede elettorali in bianco.

Il vicepresidente Elias Bou Saab, invece, ha dichiarato ad Al Arabiya che «è necessario trovare un compromesso e raggiungere un’intesa su un candidato che sia accettabile per tutti», aggiungendo che lasciare le schede in bianco non è più una scelta accettabile.

Un secondo turno di voti è stato annullato per mancanza di quorum, dopo che alcuni parlamentari hanno lasciato la sessione prima del secondo turno, come avevano già fatto in precedenza nelle ultime quattro sessioni.

La maggior parte dei parlamentari ha poi richiesto che la sessione del parlamento rimanga aperta, anche se per diversi giorni, fino all’elezione di un presidente, così come previsto dall’articolo 49 della Costituzione.

Il Presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, dopo il primo turno di voti e il fallimento del secondo, ha annunciato che si terrà una nuova sessione di voto la prossima settimana.

Sara Grilli
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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