lunedì, 24 Giugno 2024
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Germania: aumentano le proteste contro il cambiamento climatico

Gli attivisti tedeschi continuano la loro azione contro il cambiamento climatico, la polizia e i membri del governo chiedono pene più severe

In Germania le proteste contro il cambiamento climatico sono sempre più numerose. Solo nelle ultime settimane si sono verificate alcune delle manifestazioni più intense del gruppo Letze Generation, con centinaia di membri che hanno bloccato decine di strade nell’ora di punta a Berlino. L’obiettivo principale del gruppo attivista è quello di evidenziare l’imminenza di una catastrofe climatica e di fare pressione sul governo affinché intervenga in modo più incisivo, soprattutto riguardo l’uso dei combustibili fossili.

Le richieste principali sono due: la prima è l’istituzione di un consiglio popolare, composto da 150 membri, che crei idee realistiche per affrontare l’emergenza e le presenti in parlamento; la seconda è l’introduzione del limite di velocità a 130 km/h sulle autostrade. Carla Hindrichs, portavoce del gruppo, ha dichiarato: «Non lo facciamo per divertimento, ma perché possiamo vedere degli esempi nella storia che l’azione dirompente può essere il tipo di azione più efficace. Siamo come un allarme antincendio, fastidioso ma necessario».

Dall’altro lato, però, le proteste creano non pochi disagi alla viabilità stradale, soprattutto quando ci sono emergenze in corso. A tal proposito, i rappresentanti della polizia, i membri della magistratura e diversi politici chiedono pene più severe per gli attivisti, tra cui la detenzione preventiva e pene detentive più lunghe. Come riportato dal The Guardian, attualmente la detenzione preventiva massima a Berlino è di48 ore. Reiner Wendt, capo del sindacato di polizia tedesco, ha proposto l’applicazione del “modello bavarese”, che prevede una detenzione preventiva fino a 30 giorni.

Anche diversi membri del governo tedesco criticano sempre più apertamente le azioni del gruppo. Durante un’intervista per una rete nazionale, il ministro dell’economi del partito dei Verdi, Robert Habeck, ha dichiarato che il risultato di queste proteste non è ottenere una maggioranza a favore della protezione del clima, bensì quello di dividere la società e scaturire l’irritabilità delle persone. È proprio per questo motivo che, se inizialmente le sanzioni comprendevano multe o ammonizioni, nelle ultime settimane i tribunali tedeschi hanno iniziato ad alzare la posta in gioco, proponendo pene detentive ad alcuni manifestanti.

Benjamin Jendro, della polizia di Berlino, sostiene invece che siano necessari metodi alternativi per controllare l’aumento delle proteste, ma è contrario alle regole bavaresi proposte da Wendt. Allo stesso modo, anche Bettina Jarasch, capo del partito Verdi di Berlino, sostiene di essere contraria alle proteste di estendere la detenzione preventiva, pur volendo mantenere una certa distanza dal gruppo azionista. Dichiara: «La detenzione preventiva significa mettere in prigione persone per reati che non hanno ancora commesso, questo è molto discutibile e deve essere rigorosamente controllato».

Alessia Iermano
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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