martedì, 18 Giugno 2024
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Gli Stati baltici progettano un muro di droni per proteggere i propri confini

Il progetto si estenderebbe dalla Norvegia alla Polonia, con l'obbiettivo di rendere più sicuri i cieli e i mari dei paesi del Nord Europa

Gli Stati baltici annunciano il loro progetto per la creazione di un “muro di droni” lungo i propri confini con la Russia e attorno le città più popolose. Oltre all’Estonia, la Lituania e la Lettonia, all’idea aderiscono anche la Norvegia, la Polonia e la Finlandia.

Come riporta Fox News, il ministro degli interni dell’Estonia, Lauri Läänemets, avrebbe dichiarato che lo stato attuale delle tecnologie militari consentirebbe un progetto simile. Infatti si sarebbe già in grado di individuare e respingere eventuali attacchi con droni.

«Come possiamo vedere sul fronte ucraino, c’è una costante corsa tecnologica tra gli avversari e nuovi modi di utilizzare i droni in guerra. Lo stesso vale per i vari droni a cui i civili hanno accesso. Fare anche solo un piccolo passo in avanti rispetto all’avversario porta un grande successo, ma questo successo può essere misurato solo per qualche giorno. Nuove contromisure vengono inventate con una velocità allarmante per ogni misura, e il ciclo continua», ha dichiarato Läänemets. «Non c’è dubbio che ciò sia necessario, dato che anche i droni più piccoli hanno già dimostrato il loro valore come armi da ricognizione e d’offesa», ha aggiunto.

Il Ministro dell’Interno della Lituania, Agné Bilotaité, commenta: «Si tratta di una cosa completamente nuova, un muro di droni che si estende dalla Norvegia alla Polonia, e l’obbiettivo è di utilizzarli assieme ad altre tecnologie per proteggere i nostri confini». «Non solo con infrastrutture fisiche come sistemi di sorveglianza, ma anche con droni che ci permetterebbero di proteggerci dalle provocazioni di paesi ostili e di prevenire il contrabbando», ha poi aggiunto. A riportarlo è il GeoPost.

L’annuncio dei paesi baltici sarebbe arrivato in risposta alle dichiarate intenzioni di Mosca di rivedere i propri confini marittimi nel mar baltico. Stando al Cremlino, le attuali coordinate impiegate per determinare i confini delle acque territoriali sarebbero parzialmente incorrette, in quanto basate su mappe nautiche che non corrispondono alla “moderna situazione geografica”.

Se Mosca dovesse cambiare i propri confini, «allora violerebbe una convenzione delle Nazioni Unite e la Russia si ritroverebbe il mondo intero contro», ha dichiarato il ministro degli esteri finlandese Elina Valtonen. In risposta il portavoce al Cremlino, Dmitry Peskov ha ribadito come non ci sia nulla di politico nella proposta avanzata dal suo governo. «Vedete come le tensioni e il livello di confronto stanno aumentando, soprattutto nella regione baltica. Ciò richiede misure adeguate da parte dei nostri organi competenti per garantire la nostra sicurezza», ha poi aggiunto.

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