martedì, 16 Agosto 2022
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Tunisia: sciopero nazionale nel settore pubblico

Il principale sindacato tunisino aumenta le pressioni su Saïed mediante uno sciopero

Giovedì 16 giugno il sindacato generale tunisino del lavoro ha indetto uno sciopero nel settore pubblico contro l’inflazione, per far cedere il governo alle richieste di rivendicazioni salariali e sociali. Un’azione che rafforza la pressione sul potere del Presidente Kaïs Saïed, alle prese con gravi crisi politiche e finanziarie.

Telecomunicazioni, servizi postali, aziende pubbliche del gas, dell’elettricità e dell’acqua, trasporti: lo sciopero riguarderà gran parte dei servizi. In particolare, comporterà la cancellazione dei voli da e per gli aeroporti tunisini e lo stop ai mezzi pubblici (treni, tram e autobus).

Lo sciopero, indetto dal potente sindacato generale tunisino del lavoro, riguarda circa 3 milioni di dipendenti e dovrebbe paralizzare 159 aziende statali.

In una dichiarazione rilasciata mercoledì 17 giugno, il sindacato ha affermato che i lavoratori del settore pubblico “attueranno questo sciopero per difendere i loro diritti economici e sociali dopo che il governo ha esitato di fronte alle loro legittime richieste e alla leggerezza con cui ha accolto la chiamata allo sciopero lanciato lo scorso 31 maggio.”

Il sindacato ha anche rifiutato la “Circolare 20”, che impediva a ministri o direttori di aziende e istituzioni pubbliche di avviare trattative sindacali senza il previo consenso da parte del governo. Questa circolare, adottata lo scorso dicembre, accentua l’inasprimento dei rapporti e la rottura del dialogo tra la presidenza e i sindacalisti. I nuovi negoziati di lunedì 13 giugno sono falliti, portando il sindacato a indire lo sciopero.

Carlotta Monti
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione (LM94)
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